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Brina
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top
In mwdgmeteorologia la mwdwbrina è una forma di mweaprecipitazione mweqatmosferica che consiste in un deposito, al suolo o su oggetti, di mwegghiaccio granuloso dall'mwewaspetto cristallino a forma di scaglie o aghi che si forma per mwfabrinamento del mwfqvapore acqueo presente nell'mwfgatmosfera terrestre.
Contents
• Gelate
• Note
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Descrizione
Formazione
La mwhwbrina da irraggiamento è la più comune in Italia e si forma soprattutto su superfici che tendono a disperdere mwiacalore: è frequente soprattutto durante le notti mwiqinvernali con cielo sereno e calma di mwigvento, condizioni che favoriscono la dispersione del calore. Si forma per il brinamento del vapore acqueo su una superficie fredda (suolo, oggetti, tetti): quindi occorre che il mwiwpunto di rugiada sia maggiore della temperatura superficiale, ma inferiore a 0mwja °C.
Esiste un altro tipo di brina, chiamata mwjgbrina da avvezione che non è molto frequente in Italia. Essa si forma con venti freddi (come il mwjwburan), causando la formazione di finissimi mwkacristalli di brina anche sulle superfici rialzate in direzione opposta al vento come tronchi d'albero o pali della luce, in assenza di mwkqnebbia, ma con alti livelli di umidità dell'aria.
Entrambi i tipi di brina possono assomigliare alla mwkwgalaverna, ma quest'ultima si forma attraverso il congelamento delle goccioline contenute in uno strato di nebbia, quando la temperatura è inferiore a 0mwla °C. Non si deve confondere la brina con la rugiada che, in un periodo successivo alla sua formazione, congela e forma delle strutture di ghiaccio a bollicine che si chiamano mwlqrugiada bianca.
La brina può formarsi anche sopra altra brina, ghiaccio o mwlwneve e viene chiamata mwmabrina di superficie. Questo accade non solo in natura ma anche nei mwmqfrigoriferi e mwmgcongelatori. Specialmente in montagna, la neve caduta da poco può gelare a causa dell'effetto mwmwalbedo; se l'umidità dell'aria è sufficiente, si possono così formare strutture gelate simili a schegge, squame, pinne, penne o conchiglie, talvolta curve o arricciate, altre volte dritte e tese chiamate mwnafiori di neve.cite-ref-chistoni-1-0[1] Un fenomeno simile di cristallizzazione della neve si può osservare a latitudini polari, come in mwoqIslanda.
Le formazioni di brina assumono caratteristiche spettacolari quando c'è un'mwowumidità relativa maggiore del 90% e una mwpatemperatura della superficie a contatto dell'aria molto inferiore a −8mwpq °C. Le formazioni di brina crescono contro la direzione del mwpgvento, dal momento che l'aria sopravento è più umida di quella sottovento, ma il vento non deve essere forte per non danneggiare le delicate strutture di ghiaccio. Queste strutture sono formate da grandi cristalli solitamente a forma di aghi o spine. Sebbene non sia coinvolta la nebbia, l'mwpwOrganizzazione Meteorologica Mondiale tende a considerarla nella categoria della galaverna (mwqasoft rime).cite-ref-2[2]
Fiori di ghiaccio
Un tipo particolare di brina si ha quando il vapore acqueo brina direttamente sulla superficie interna di un vetro: questo accade quando l'mwswumidità della stanza è piuttosto alta e le temperature esterne sono molto basse (spesso 0mwta °C);cite-ref-chistoni-1-1[1] in presenza di vetri non ben isolati termicamente. Si tratta di un fenomeno analogo all'mwuqappannamento. Se l'umidità interna è molto alta e la temperatura esterna non eccessivamente bassa, il vapore acqueo condensa sul vetro formando successivamente uno strato di ghiaccio trasparente. Se, invece, l'umidità interna non è eccessiva e la temperatura esterna è molto bassa, si possono formare direttamente mwugcristalli di ghiaccio. Le forme sono spesso suggestive (Chistoni parlò di "vegetazione minerale"cite-ref-chistoni-1-2[1]) e prendono il nome di mwvwfiori di ghiaccio.
Il termine mwwqfiori di ghiaccio o mwwgfiori di gelo si usa anche per le delicate strutture che si formano sul terreno quando è gelato e la temperatura dell'aria è molto bassa. La sublimazione del ghiaccio fa sì che si producano delle formazioni simili a grandissime mwwwrose.cite-ref-chistoni-1-3[1] Col nome di mwyacolonne di ghiaccio, mwyqaghi di ghiaccio, mwygpiprake o mwywKammeis si indicano formazioni simili alle precedenti ma con la forma di torrette; si producono con una temperatura del suolo superiore a 0mwza °C e una temperatura dell'aria molto inferiore a 0mwzq °C. L'acqua allo stato liquido del sottosuolo risale a causa della mwzgcapillarità, formando strutture simili a spilli ghiacciati.
Gelate
Sebbene mwaqgelata possa essere sinonimo di brina, e in particolare quando questa indica una superficie ghiacciatacite-ref-devoto-3-0[3], specialmente il suolocite-ref-4[4], generalmente s'intende con questo termine un abbassamento più o meno repentino della temperaturacite-ref-gdli-5-0[5] fino a valori uguali o inferiori a 0mwdg °Ccite-ref-zingarelli-6-0[6] che provoca freddo molto intensocite-ref-devoto-3-1[3], con formazione di ghiacciocite-ref-7[7] o brina e l'indurimento del terrenocite-ref-gdli-5-1[5].
Le mwiagelate notturne si verificano quando la temperatura diurna è di poco superiore a 0mwiq °C: l'aria rarefatta e l'umidità bassa provocano un fortissimo irraggiamento che causa una perdita di calore notevole degli stati d'aria vicini al suolocite-ref-gdli-5-2[5].
Brina e vegetazione
La brina può essere dannosa per la mwmgvegetazione e per l'mwmwagricoltura, specialmente in mwnaprimavera e in inverno poiché può compromettere interi raccolti e congelare le piante. Tuttavia le brinate mwnqautunnali possono rendere innocue per i mwngruminanti alcune erbe che potrebbero essere altrimenti dannose; inoltre la formazione della rugiada e della brina comporta un innalzamento di temperatura sui corpi dove si depongono. Il danno maggiore avviene a carico dei germogli, a causa della rapida fusione ed evaporazione della brina stessa, che toglie calore a queste delicate strutture delle piante.cite-ref-chistoni-1-4[1]
Note
cite-note-chistoni-11. ↑ mwsqCiro Chistoni, mwsgBrina, galaverna e calabrosa, in mwswRendiconto dell'Accademia delle Scienze Fisiche e Matematiche. Società Reale di Napoli, s. III, v. XVI, 1911, pp.mwta 151-158.
cite-note-devoto-33. ↑ mwyqmwygGiacomo Devoto e mwywGian Carlo Oli, mwzaIl Devoto-Oli 2014, a cura di mwzqLuca Serianni e mwzgMaurizio Trifone, Firenze, mwzwLe Monnier, 1971.
cite-note-44. ↑ mw0wFrancis Wilson e Storm Dunlop, mw1aGuida alla previsione del tempo, Bologna, Zanichelli, 1989, p.mw1q 91.
cite-note-gdli-55. ↑ mw3qmw3gSalvatore Battaglia, mw3wGrande dizionario della lingua italiana, UTET, 1967.
cite-note-zingarelli-66. ↑ mw4wmw5aNicola Zingarelli, mw5qVocabolario della lingua italiana, a cura di Mario Cannella e Beata Lazzarini, Bologna, Zanichelli, 2015.
cite-note-77. ↑ mw6qmw6gTullio De Mauro, mw6wGrande dizionario italiano dell'uso, VIII, UTET, 2003.
Voci correlate
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• citerefenciclopedia-italianaGiuseppe Crestani, BRINA, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefdizionario-delle-scienze-fisicheBrina, in Dizionario delle scienze fisiche, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1996.
• citerefvocabolario-treccaniBrina, su Vocabolario Treccani, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefsapere-itbrina, su sapere.it, De Agostini.
• citerefbritannica-com(EN) frost, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Frost, su Open Library, Internet Archive.